giovedì 25 ottobre 2012
Finalmente lo speciale dedicato al 3D
L’ottavo numero di MOVIEMENT è dedicato al cinema 3D Stereoscopico. Con questo numero “Moviement” ha operato una scelta editoriale precisa, quella di puntare più che su un autore o un genere cinematografico su una modalità di rappresentazione che negli ultimi anni si è imposta in maniera sempre più significativa nella produzione cinematografica: il 3D. Quando parliamo di 3D al cinema indichiamo il 3D Stereoscopico, ovvero la riproduzione degli effetti tridimensionali della visione binoculare attraverso la cinematografia. Il 3D in sé non è una novità nell’ambito della evoluzione dell’apparato tecnologico ma è parte intrinseca del DNA del cinema fin dalle sue origini. La contemporanea configurazione produttiva e l’espansione spettacolativa del 3D nell’industria cinematografica e su altre piattaforme e schermi è dovuta all’incidenza della rivoluzione digitale e all’utilizzo più sofisticato in senso narrativo del medium. Attraverso i saggi presenti in questo “Speciale” si è cercato di fornire un quadro abbastanza esauriente sui vari aspetti che investono la riflessione sul 3D, da quelli di natura metodologica (Atkinson), storica (Antermite, Del Valle, Botelho,) o estetica (Huhtamo, Menduni), passando attraverso la strutturazione tecnologica (Neri, Piazza, Tornimbeni), l’uso del suono (Callarello), le possibilità del 3D in campo autoriale (Catolfi, Menduni, Nencioni, Thompson, Zazzara) e del cinema di animazione (Lanzo). A completare il quadro le interviste a Lilliwood/Xilostudios, Zapruder e Joshua Hollander, un Glossario a cura di Antonello Satta e la riproduzione di un articolo “storico” sul 3D di Mario Verdone a cura di Eusebio Ciccotti
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mercoledì 14 settembre 2011
IL SITO LAZONAMORTA.IT PRESENTA LA ZONA MORTA MAGAZINE
Rivista trimestrale di horror, fantascienza, fantasy, mystero e tutto ciò che è fantastico nella migliore tradizione della Zona Morta.
E’ USCITO IL NUMERO DIECI: Danguard, Il mistero di Agarthi, L’ultimo appassionante episodio di “Clelia & Willelm” e la continuazione de “La cacciatrice di spiriti”, Cybersix, racconti di Roberto Guarnieri e Sergio Palumbo, i vincitori del IV trofeo La centuria e La zona morta … e molto altro ancora! Prosegue inoltre la promozione per completare la raccolta con il 20% di sconto su questo numero e su tutti i numeri arretrati.
Disponibile sul circuito lulu.com.
Maggiori dettagli su La Zona Morta.
Per info: longdav@libero.it
lunedì 12 settembre 2011
PREMIO FEDIC (Federazione italiana dei cineclub) alla 68° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
La Giuria inoltre ha deciso di assegnare all’unanimità una menzione speciale al documentario: Pasta nera di Alessandro Piva “per aver saputo rievocare un episodio storico dimenticato di grande solidarietà utilizzando materiale di repertorio, interviste e riprese originali con una particolare abilità di montaggio”.
venerdì 2 settembre 2011
Arrivano gli eBooks sul sito GEMMA LANZO EDITORE
La novità che vi segnaliamo è l'aggiunta sul sito GLE, nella sezione STORE, del negozio di eBooks.
eBook: in italiano libro elettronico o e-libro, è un libro in formato elettronico (o meglio digitale). Si tratta quindi di un file consultabile su computer, telefonini di ultima generazione, palmari ed appositi lettori digitali.
Da oggi quindi potete acquistare tutti i libri GLE anche in formato elettronico (PDF), ad un costo vantaggiosissimo, non solo, pagando il prezzo che è indicato per ciascun libro avrete la possibilità di scaricare il file per ben tre volte. Vi aspettiamo su lanzoeditore.it!!
Crediti foto: Tina Phillips / FreeDigitalPhotos.net
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martedì 19 luglio 2011
E' uscito Moviement n°7 - COEN BROTHERS
Cari amici, è con estremo piacere che vi informiamo dell'uscita del settimo volume Moviement dedicato ai fratelli Coen. E' disponibile, oltre che nelle librerie, anche sui nostri siti www.lanzoeditore.it e www.moviementmagazine.com. Inoltre, nella sezione Store/E-Books del sito della casa editrice è possibile acquistare tutti i libri presenti nel catalogo GLE in formato elettronico (PDF). Riportiamo di seguito l'editoriale di Moviement n°7, scritto dai curatori Costanzo Antermite e Gemma Lanzo: Nel panorama del cinema americano contemporaneo i fratelli
Coen hanno saputo ritagliarsi, specialmente negli ultimi anni, un
posto di un certo rilievo. Sembrano molto lontani i tempi, in cui i
filmmakers di Minneapolis, come scrive Paul Coughlin nel saggio
di apertura, erano relegati nel limbo della critica “che li considera
né artisti seri né registi commerciali”. Dopo il successo di Non è un
paese per vecchi (No Country for Old Men, 2007), suggellato dall’Oscar,
le quotazioni dei Coen hanno subito una notevole impennata.
E la conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, è avvenuta
puntualmente con Il Grinta (True Grit, 2010) che non è un remake
del film di Henry Hathaway con John Wayne del 1969 ma, stando
all’ottimo Film Analysis di Elena Dagrada e Gabriele Gimmelli,
“un’altra versione cinematografica del romanzo (True Grit, 1968)di
Charles Portis”. Un film che potrebbe rappresentare benissimo il
paradigma attuale del cinema hollywoodiano (soprattutto quello
più autoriale che continua ad elaborarsi e a trasformarsi sulla base
dei generi cinematografici. E proprio a proposito di un film esemplare
come Il Grinta dei Coen che non vuole essere soltanto un
“western” si può osservare, come è stato efficacemente detto “che
ormai i film non si inscrivono più in un genere (fatto che ridurrebbe
il loro pubblico potenziale) ma sono i generi che si inscrivono,
a livelli diversi, in un film” (Chevalier, 2011). Premesso questo,
dobbiamo dire che il cinema dei Coen, pur partendo da una non
dissimulata passione cinefila per il noir (ci riferiamo al loro film d’esordio
(Blood Simple – Sangue facile del 1983) attraverso uno “stravolgimento
beffardo del genere, con l’introduzione di atmosfere
dark” (Arecco, 2005), ha allargato via via i propri orizzonti tematici
operando nel corpus dei generi cinematografici tradizionali quella
“decostruzione narrativa” che, senza imparentarla più di tanto
alla moda filosofica del “postmoderno”, è stata il loro più evidente
marchio di fabbrica. A voler convincersi del tasso di “genialità”
cinematografica di questi speciali fratelli basterebbe leggere un
tratto dell’intervista concessa ad Alex Simon nel 1998 (riprodotta
in questo numero) dove ad un certo punto Joel dichiara che con Ethan da ragazzini (
lui poteva avere 11 o
12 anni) avevano fatto il
remake di La preda nuda (The Naked Prey, 1966 di Cornel Wilde) e,
soprattutto, con un Super 8 a due bobine, il remake di Tempesta
su Washington (Advice and Consent, 1962, di Otto Preminger), un
thriller a sfondo politico che oltre ad essere un capolavoro di regia
e di recitazione aveva avuto a suo tempo il merito di aver infranto
uno dei ‘divieti’ del codice Hays. Ma parlare del cinema dei Coen
significa anche parlare del loro film più famoso, Il grande Lebowski (The Big Lebowski, 1998) e del suo simpatico protagonista, Dude,
un ex hippie anarchico e nullafacente, incarnazione perfetta di
uno stile di vita ludico e disincantato. Il personaggio di Dude (interpretato
da quel Jeff Bridges che secondo James Naremore è
da collocare tra i dieci maggiori divi di Hollywood nel periodo
1945 – 1998) è stato al centro nell’ultimo decennio di una delle
mitologie cinematografiche più singolari, diventata nel frattempo
un sempre più coinvolgente fenomeno sociale di costume. Nel
2005 il giornalista Oliver Benjamin, ha formato un movimento, la
“Church of the Latter-Day Dude”, una religione laica che cerca di
coniugare Jeffrey Lebowski col Taoismo, “la religione più filosofica
del mondo”. A tutt’oggi il Dudeismo conta qualcosa come centomila
adepti sparsi in tutto il mondo. Infine, a proposito di filosofia,
è tutto da leggere il volume curato nel 2009 da Mark T. Conard,
The Philosophy of the Coen Brothers, un tassello molto importante
per comprendere la statura intellettuale dei Coen... Gli interventi su questo numero sono di: Paul COUGHLIN, Alessandro BARATTI, Douglas McFARLAND, Gemma LANZO, David DEL VALLE, Elena DAGRADA, Gabriele GIMMELLI, Alex SIMON e Cole HADDON. Buona lettura!!
martedì 28 giugno 2011
Magna Puglia
Estratto dal sito: Magna Puglia nasce dalla passione di quattro amici per la buona cucina italiana e soprattutto per i prodotti tipici pugliesi, frutto di una tradizione enogastronomica millenaria.
Desideriamo commercializzare questi prodotti, proprio per promuovere e diffondere il profumo e i sapori della nostra regione, rinomata per la produzione dei migliori oli extravergini d’oliva al mondo, nonché per una naturale selezione di uve da cui nascono vini intensi ed inebrianti, come il Primitivo o il Negramaro.
Dalla tradizione contadina pugliese proviene anche una ricco assortimento di ortaggi e verdure che, raccolti e trasformati secondo tecniche secolari, danno origine a un’ampia gamma di sottoli e conserve, che racchiudono tutto il gusto e i profumi di questa terra meravigliosa.
Magna Puglia si propone di estendere i confini culinari e gastronomici della nostra regione, costruendo un ponte di sapori, che unisca la cucina pugliese alle tavole di tutti i paesi del mondo.
Il tutto all’insegna della massima naturalità.
I prodotti che abbiamo selezionato sono infatti lavorati secondo i principi delle antiche tradizioni contadine, con scarso o nullo utilizzo di macchinari o passaggi industriali.
Anche la raccolta degli ortaggi e della frutta avviene rigorosamente a mano, cosi' come la pulitura, la preparazione e la finale etichettatura.
Per questo, i prodotti Magna Puglia sono piccole gemme di qualita', freschezza e genuinita', pronte ad arricchire ogni pasto con i sapori autentici di un'arte gastronomica conosciuta in tutto il mondo.
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lunedì 20 giugno 2011
Associazione Mystic River
L’Associazione di Promozione Sociale Mystic River persegue fini di utilità sociale e culturale prefiggendosi l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura e l’arte cinematografica, fotografica, letteraria e figurativa.
La sede, completamente ristrutturata, gode di uno splendido panorama sulla Valle del Ticino. All'interno sono a disposizione dei soci una camera oscura, una sala di proiezione dotata di 20 poltroncine e una zona dedicata alla rielaborazione ed alla stampa fotografica.
A partire da gennaio 2011 è iniziato un percorso costituto da:
- corsi didattici e seminari;
- condivisione di idee e progetti in ambito fotografico;
- mostre, presentazioni e proiezioni;
- attività di cineforum e offerta di corsi di introduzione al cinema;
- eventi letterari.
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