lunedì 19 novembre 2012

Sardinia Film Festival Cineclub Sassari


Presentati gli Atti del Convegno sull’Associazionismo Nazionale di Cultura Cinematografica tenutosi nell'ambito del SardiniaFilmFestival Cineclub Sassari presso l'Università di Sassari 29/30 Giugno Roma – FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA Venerdì 16 Novembre Lazio Film Fund – Villaggio del Cinema Auditorium Parco della Musica .


 

lunedì 29 ottobre 2012

Concorso “Ponti e Torri”

Progetto realizzato nell’ambito di Creatività Giovanile, promosso e sostenuto dal
Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani

Il Comune di Fiumicino (RM), in collaborazione con il Comune di Capalbio (GR), la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e Legambiente, bandisce il Concorso Nazionale “PONTI E TORRI”, riservato alle seguenti categorie artistiche, individuali e/o di gruppo:

a) videomakers;

b) compositori di musica strumentale (acustica, elettrica, elettronica);

c) gruppi musicali (rock, jazz, elettronica, folk, etc.);

d) strumentisti solisti.

http://www.pontietorri.it/wp-content/uploads/2012/05/Bando-Pontietorri.pdf



giovedì 25 ottobre 2012

Finalmente lo speciale dedicato al 3D

L’ottavo numero di MOVIEMENT è dedicato al cinema 3D Stereoscopico. Con questo numero “Moviement” ha operato una scelta editoriale precisa, quella di puntare più che su un autore o un genere cinematografico su una modalità di rappresentazione che negli ultimi anni si è imposta in maniera sempre più significativa nella produzione cinematografica: il 3D. Quando parliamo di 3D al cinema indichiamo il 3D Stereoscopico, ovvero la riproduzione degli effetti tridimensionali della visione binoculare attraverso la cinematografia. Il 3D in sé non è una novità nell’ambito della evoluzione dell’apparato tecnologico ma è parte intrinseca del DNA del cinema fin dalle sue origini. La contemporanea configurazione produttiva e l’espansione spettacolativa del 3D nell’industria cinematografica e su altre piattaforme e schermi è dovuta all’incidenza della rivoluzione digitale e all’utilizzo più sofisticato in senso narrativo del medium. Attraverso i saggi presenti in questo “Speciale” si è cercato di fornire un quadro abbastanza esauriente sui vari aspetti che investono la riflessione sul 3D, da quelli di natura metodologica (Atkinson), storica (Antermite, Del Valle, Botelho,) o estetica (Huhtamo, Menduni), passando attraverso la strutturazione tecnologica (Neri, Piazza, Tornimbeni), l’uso del suono (Callarello), le possibilità del 3D in campo autoriale (Catolfi, Menduni, Nencioni, Thompson, Zazzara) e del cinema di animazione (Lanzo). A completare il quadro le interviste a Lilliwood/Xilostudios, Zapruder e Joshua Hollander, un Glossario a cura di Antonello Satta e la riproduzione di un articolo “storico” sul 3D di Mario Verdone a cura di Eusebio Ciccotti

mercoledì 14 settembre 2011

IL SITO LAZONAMORTA.IT PRESENTA LA ZONA MORTA MAGAZINE

Rivista trimestrale di horror, fantascienza, fantasy, mystero e tutto ciò che è fantastico nella migliore tradizione della Zona Morta. E’ USCITO IL NUMERO DIECI: Danguard, Il mistero di Agarthi, L’ultimo appassionante episodio di “Clelia & Willelm” e la continuazione de “La cacciatrice di spiriti”, Cybersix, racconti di Roberto Guarnieri e Sergio Palumbo, i vincitori del IV trofeo La centuria e La zona morta … e molto altro ancora! Prosegue inoltre la promozione per completare la raccolta con il 20% di sconto su questo numero e su tutti i numeri arretrati. Disponibile sul circuito lulu.com. Maggiori dettagli su La Zona Morta. Per info: longdav@libero.it

lunedì 12 settembre 2011

PREMIO FEDIC (Federazione italiana dei cineclub) alla 68° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

La Giuria del Premio FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub) presieduta da Ernesto G. Laura e composta da Ugo Baistrocchi, Roberto Barzanti, Daniele Corsi, Alessandro Cuk, Carlo Gentile, Franco Mariotti, Maddalena Mayneri, Mario Mazzetti e Paolo Micalizzi rilevata la buona qualità della presenza italiana nelle varie sezioni della Mostra ha attribuito all’unanimità il Premio Fedic, destinato “all’opera che meglio rifletta l’autonomia creativa e la libertà espressiva dell’autore”, al film: Io sono Li di Andrea Segre “per l’originalità di un racconto che intrecciando abilmente la fiction e il documentario ci dona un ritratto efficace e convincente della realtà di oggi”. La Giuria inoltre ha deciso di assegnare all’unanimità una menzione speciale al documentario: Pasta nera di Alessandro Piva “per aver saputo rievocare un episodio storico dimenticato di grande solidarietà utilizzando materiale di repertorio, interviste e riprese originali con una particolare abilità di montaggio”.

venerdì 2 settembre 2011

Arrivano gli eBooks sul sito GEMMA LANZO EDITORE

La novità che vi segnaliamo è l'aggiunta sul sito GLE, nella sezione STORE, del negozio di eBooks. eBook: in italiano libro elettronico o e-libro, è un libro in formato elettronico (o meglio digitale). Si tratta quindi di un file consultabile su computer, telefonini di ultima generazione, palmari ed appositi lettori digitali. Da oggi quindi potete acquistare tutti i libri GLE anche in formato elettronico (PDF), ad un costo vantaggiosissimo, non solo, pagando il prezzo che è indicato per ciascun libro avrete la possibilità di scaricare il file per ben tre volte. Vi aspettiamo su lanzoeditore.it!! Crediti foto: Tina Phillips / FreeDigitalPhotos.net

martedì 19 luglio 2011

E' uscito Moviement n°7 - COEN BROTHERS

Cari amici, è con estremo piacere che vi informiamo dell'uscita del settimo volume Moviement dedicato ai fratelli Coen. E' disponibile, oltre che nelle librerie, anche sui nostri siti www.lanzoeditore.it e www.moviementmagazine.com. Inoltre, nella sezione Store/E-Books del sito della casa editrice è possibile acquistare tutti i libri presenti nel catalogo GLE in formato elettronico (PDF). Riportiamo di seguito l'editoriale di Moviement n°7, scritto dai curatori Costanzo Antermite e Gemma Lanzo: Nel panorama del cinema americano contemporaneo i fratelli Coen hanno saputo ritagliarsi, specialmente negli ultimi anni, un posto di un certo rilievo. Sembrano molto lontani i tempi, in cui i filmmakers di Minneapolis, come scrive Paul Coughlin nel saggio di apertura, erano relegati nel limbo della critica “che li considera né artisti seri né registi commerciali”. Dopo il successo di Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men, 2007), suggellato dall’Oscar, le quotazioni dei Coen hanno subito una notevole impennata. E la conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, è avvenuta puntualmente con Il Grinta (True Grit, 2010) che non è un remake del film di Henry Hathaway con John Wayne del 1969 ma, stando all’ottimo Film Analysis di Elena Dagrada e Gabriele Gimmelli, “un’altra versione cinematografica del romanzo (True Grit, 1968)di Charles Portis”. Un film che potrebbe rappresentare benissimo il paradigma attuale del cinema hollywoodiano (soprattutto quello più autoriale che continua ad elaborarsi e a trasformarsi sulla base dei generi cinematografici. E proprio a proposito di un film esemplare come Il Grinta dei Coen che non vuole essere soltanto un “western” si può osservare, come è stato efficacemente detto “che ormai i film non si inscrivono più in un genere (fatto che ridurrebbe il loro pubblico potenziale) ma sono i generi che si inscrivono, a livelli diversi, in un film” (Chevalier, 2011). Premesso questo, dobbiamo dire che il cinema dei Coen, pur partendo da una non dissimulata passione cinefila per il noir (ci riferiamo al loro film d’esordio (Blood Simple – Sangue facile del 1983) attraverso uno “stravolgimento beffardo del genere, con l’introduzione di atmosfere dark” (Arecco, 2005), ha allargato via via i propri orizzonti tematici operando nel corpus dei generi cinematografici tradizionali quella “decostruzione narrativa” che, senza imparentarla più di tanto alla moda filosofica del “postmoderno”, è stata il loro più evidente marchio di fabbrica. A voler convincersi del tasso di “genialità” cinematografica di questi speciali fratelli basterebbe leggere un tratto dell’intervista concessa ad Alex Simon nel 1998 (riprodotta in questo numero) dove ad un certo punto Joel dichiara che con Ethan da ragazzini ( lui poteva avere 11 o 12 anni) avevano fatto il remake di La preda nuda (The Naked Prey, 1966 di Cornel Wilde) e, soprattutto, con un Super 8 a due bobine, il remake di Tempesta su Washington (Advice and Consent, 1962, di Otto Preminger), un thriller a sfondo politico che oltre ad essere un capolavoro di regia e di recitazione aveva avuto a suo tempo il merito di aver infranto uno dei ‘divieti’ del codice Hays. Ma parlare del cinema dei Coen significa anche parlare del loro film più famoso, Il grande Lebowski (The Big Lebowski, 1998) e del suo simpatico protagonista, Dude, un ex hippie anarchico e nullafacente, incarnazione perfetta di uno stile di vita ludico e disincantato. Il personaggio di Dude (interpretato da quel Jeff Bridges che secondo James Naremore è da collocare tra i dieci maggiori divi di Hollywood nel periodo 1945 – 1998) è stato al centro nell’ultimo decennio di una delle mitologie cinematografiche più singolari, diventata nel frattempo un sempre più coinvolgente fenomeno sociale di costume. Nel 2005 il giornalista Oliver Benjamin, ha formato un movimento, la “Church of the Latter-Day Dude”, una religione laica che cerca di coniugare Jeffrey Lebowski col Taoismo, “la religione più filosofica del mondo”. A tutt’oggi il Dudeismo conta qualcosa come centomila adepti sparsi in tutto il mondo. Infine, a proposito di filosofia, è tutto da leggere il volume curato nel 2009 da Mark T. Conard, The Philosophy of the Coen Brothers, un tassello molto importante per comprendere la statura intellettuale dei Coen... Gli interventi su questo numero sono di: Paul COUGHLIN, Alessandro BARATTI, Douglas McFARLAND, Gemma LANZO, David DEL VALLE, Elena DAGRADA, Gabriele GIMMELLI, Alex SIMON e Cole HADDON. Buona lettura!!