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martedì 25 giugno 2013

MOVIEMENT N.9 - AMIR NADERI

Il nono numero di MOVIEMENT è dedicato al meraviglioso regista iraniano Naderi.

Amir Naderi è uno dei più autentici ed originali uomini di cinema concretamente operanti sulla scena internazionale. Il regista inizia la sua carriera nel suo paese d’origine, l’Iran, dove gira i suoi due capolavori Il Corridore (1985) ed Acqua, vento, sabbia (1988). Verso la fine degli anni Ottanta si stabilisce negli Stati Uniti come filmmaker indipendente e, di festival in festival, di rassegna in rassegna, conquista premi e consensi (già nel 1975 gli era stato consegnato da François Truffaut il Grand Prix all’11 International Meeting of Film and Youth al Festival del Cinema di Cannes). Durante questo periodo filma gli Stati Uniti diventando a tutti gli effetti un regista americano, dopodiché va alla scoperta di un altro dei paesi da lui amati, il Giappone, dove con una troupe interamente locale inizia le riprese del suo ultimo film Cut (2011). Naderi è a tutti gli effetti un cineasta “itinerante”, filma ciò che vede e ciò che sente nei luoghi a cui “sente” di appartenere e lui stesso si definisce un filmmmaker internazionale. I suoi film sono tutti all’insegna di un certo realismo poetico in perfetto equilibrio con uno sperimentalismo tecnico e stilistico ai limiti dell’astrazione dove la costruzione della trama è consegnata alle immagini, al montaggio e al suono.

martedì 19 luglio 2011

E' uscito Moviement n°7 - COEN BROTHERS

Cari amici, è con estremo piacere che vi informiamo dell'uscita del settimo volume Moviement dedicato ai fratelli Coen. E' disponibile, oltre che nelle librerie, anche sui nostri siti www.lanzoeditore.it e www.moviementmagazine.com. Inoltre, nella sezione Store/E-Books del sito della casa editrice è possibile acquistare tutti i libri presenti nel catalogo GLE in formato elettronico (PDF). Riportiamo di seguito l'editoriale di Moviement n°7, scritto dai curatori Costanzo Antermite e Gemma Lanzo: Nel panorama del cinema americano contemporaneo i fratelli Coen hanno saputo ritagliarsi, specialmente negli ultimi anni, un posto di un certo rilievo. Sembrano molto lontani i tempi, in cui i filmmakers di Minneapolis, come scrive Paul Coughlin nel saggio di apertura, erano relegati nel limbo della critica “che li considera né artisti seri né registi commerciali”. Dopo il successo di Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men, 2007), suggellato dall’Oscar, le quotazioni dei Coen hanno subito una notevole impennata. E la conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, è avvenuta puntualmente con Il Grinta (True Grit, 2010) che non è un remake del film di Henry Hathaway con John Wayne del 1969 ma, stando all’ottimo Film Analysis di Elena Dagrada e Gabriele Gimmelli, “un’altra versione cinematografica del romanzo (True Grit, 1968)di Charles Portis”. Un film che potrebbe rappresentare benissimo il paradigma attuale del cinema hollywoodiano (soprattutto quello più autoriale che continua ad elaborarsi e a trasformarsi sulla base dei generi cinematografici. E proprio a proposito di un film esemplare come Il Grinta dei Coen che non vuole essere soltanto un “western” si può osservare, come è stato efficacemente detto “che ormai i film non si inscrivono più in un genere (fatto che ridurrebbe il loro pubblico potenziale) ma sono i generi che si inscrivono, a livelli diversi, in un film” (Chevalier, 2011). Premesso questo, dobbiamo dire che il cinema dei Coen, pur partendo da una non dissimulata passione cinefila per il noir (ci riferiamo al loro film d’esordio (Blood Simple – Sangue facile del 1983) attraverso uno “stravolgimento beffardo del genere, con l’introduzione di atmosfere dark” (Arecco, 2005), ha allargato via via i propri orizzonti tematici operando nel corpus dei generi cinematografici tradizionali quella “decostruzione narrativa” che, senza imparentarla più di tanto alla moda filosofica del “postmoderno”, è stata il loro più evidente marchio di fabbrica. A voler convincersi del tasso di “genialità” cinematografica di questi speciali fratelli basterebbe leggere un tratto dell’intervista concessa ad Alex Simon nel 1998 (riprodotta in questo numero) dove ad un certo punto Joel dichiara che con Ethan da ragazzini ( lui poteva avere 11 o 12 anni) avevano fatto il remake di La preda nuda (The Naked Prey, 1966 di Cornel Wilde) e, soprattutto, con un Super 8 a due bobine, il remake di Tempesta su Washington (Advice and Consent, 1962, di Otto Preminger), un thriller a sfondo politico che oltre ad essere un capolavoro di regia e di recitazione aveva avuto a suo tempo il merito di aver infranto uno dei ‘divieti’ del codice Hays. Ma parlare del cinema dei Coen significa anche parlare del loro film più famoso, Il grande Lebowski (The Big Lebowski, 1998) e del suo simpatico protagonista, Dude, un ex hippie anarchico e nullafacente, incarnazione perfetta di uno stile di vita ludico e disincantato. Il personaggio di Dude (interpretato da quel Jeff Bridges che secondo James Naremore è da collocare tra i dieci maggiori divi di Hollywood nel periodo 1945 – 1998) è stato al centro nell’ultimo decennio di una delle mitologie cinematografiche più singolari, diventata nel frattempo un sempre più coinvolgente fenomeno sociale di costume. Nel 2005 il giornalista Oliver Benjamin, ha formato un movimento, la “Church of the Latter-Day Dude”, una religione laica che cerca di coniugare Jeffrey Lebowski col Taoismo, “la religione più filosofica del mondo”. A tutt’oggi il Dudeismo conta qualcosa come centomila adepti sparsi in tutto il mondo. Infine, a proposito di filosofia, è tutto da leggere il volume curato nel 2009 da Mark T. Conard, The Philosophy of the Coen Brothers, un tassello molto importante per comprendere la statura intellettuale dei Coen... Gli interventi su questo numero sono di: Paul COUGHLIN, Alessandro BARATTI, Douglas McFARLAND, Gemma LANZO, David DEL VALLE, Elena DAGRADA, Gabriele GIMMELLI, Alex SIMON e Cole HADDON. Buona lettura!!

martedì 4 maggio 2010

Lo scrittore Giuseppe Fanelli e l'editore Gemma Lanzo festeggiano la Giornata internazionale del libro all’Aristosseno

Sul sito del Liceo Ginnasio Statale Aristosseno di Taranto si legge: Il Progetto Amico libro (referente Prof. A. Barbalinardo) ha organizzato per il 23 aprile eventi molto interessanti per giovani ed adulti. Dal 1996, il 23 aprile di ogni anno, si sa, l’Unesco festeggia la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. L’occasione é l’anniversario della morte di tre “eroi” della letteratura (Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega) e della festa di San Giorgio, giorno in cui in Catalogna per ogni libro si regala una rosa. Quest’anno il tema principale della giornata è il libro come avvicinamento e dialogo tra culture: “Il centinaio di eventi distribuiti uniformemente su tutto il territorio nazionale testimoniano l’impegno per valorizzare il libro come strumento insostituibile capace di unire popolazioni e generazioni diverse e permettere il fluire di pensieri liberi, contribuendo all’avvicinamento delle culture e a formare una società globale orientata alla reciproca conoscenza, tolleranza e all’interculturalità“ dice l’ Unesco. Nel nostro Liceo, a partire dalle 13.30, scambio di libri e, a seguire, l’incontro con uno scrittore esordiente Giuseppe Fanelli e un’editrice Gemma Lanzo. Giuseppe Fanelli è nato a Taranto nell’’82 e, laureando in Ingegneria, è redattore di Moviement, collana di cultura cinematografica e della rivista letteraria La luna di traverso. Interessato al blues e alla musica underground, è autore di progetti musicali e lead singer dei Le Munro Apartment. Alla provocazione Per me il libro è…, che ha dato vita al dibattito-reading condotto dalla Prof Pergola, lo Scrittore ha risposto che è la più alta forma di espressione di Libertà, di scelta (anche etimologicamente), come la Scrittura, che ci ha detto per Lui è un’urgenza, l’espressione dell’interiorità più riposta e inconscia. Lo abbiamo invitato a presentare L’Avvolgo il suo primo Romanzo al più presto ai nostri ragazzi , molto coinvolti e ammirati dalle doti comunicative dell’intellettuale. Con lo Scrittore la Dottoressa Gemma lanzo, laureata a Londra in storia del cinema e ritornata nella sua terra per fondare una casa Editrice, la Gemma Lanzo Editore di Mandria specializzata in cultura cinematografica. Per Lei il libro è un prodotto, ci ha spiegato, ricordando ai ragazzi come nasce la pubblicazione di un libro, ma nelle sue scelte editoriali la sensibile Editrice non fa considerazioni legate al potenziale mercato del “prodotto”- opera, ma al suo valore intrinseco, alle emozioni che in Lei per prima ha saputo generare. Molto fiduciosa in un pubblico tipo quello incontrato nel Liceo Aristosseno, crede che il cartaceo non verrà soppiantato dal libro digitale, per il rapporto fisico che si stabilisce tra lettore e libro. Ultimo giorno utile il 23 Aprile per consegnare i racconti che partecipano a Una rosa per un racconto, concorso letterario alla II edizione promosso all’interno del liceo dal progetto Amico Libro. In omaggio ai partecipanti al pomeriggio culturale e al Concorso un segnalibro(nella foto) realizzato da un sensibilissimo Fotografo, Mario Panico, allievo della VE che ha donato ad Amico libro una sua opera a tema. Mario Panico, da noi interpellato, si presenta:” ho avuto esperienze come fotografo-giornalista per il giornale del liceo (La Fenice) e per Nuovo Dialogo, posseggo una discreta conoscenza delle attrezzature fotografiche , mi occupo anche di musica…”, dice modestamente. Esporrà le sue opere insieme ad un’altra nostra sensibile allieva, Angela Rosati della V D, alla Giornata dell’Arte del 7 Maggio: mostra fotografica tutta da visitare. Per il Progetto Amico Libro Lucia Schiavone

venerdì 28 agosto 2009

Pubblicità su MOVIEMENT

Per tutte le aziende interessate, la Gemma Lanzo Editore offre spazi pubblicitari sia sulle pubblicazioni cartacee che sul sito di Moviement.
Vi ricordiamo che Moviement è distribuita su tutto il territorio nazionale da NdA (Rimini). Troverete una lista di alcune librerie dove è possibile reperirlo subito sul sito www.moviementmagazine.com nella sezione “dove trovare moviement”. Tuttavia è possibile ordinarlo in qualsiasi libreria d’Italia. Si può acquistare anche su molte librerie on-line. Inoltre NdA è presente anche nei circuiti alternativi, quali fiere, concerti, feste, mostre d’arte, centri sociali, etc..
Se foste interessati o per qualunque altra informazione, contattateci all'indirizzo marketing@moviementmagazine.com.
Spazi pubblicitari a partire da 50Euro.

giovedì 27 agosto 2009

Intervista ai curatori di MOVIEMENT su Cineforum Imperia.

Nel 2008 Costanzo Antermite e Gemma Lanzo, due critici e studiosi di cinema, hanno dato vita ad una nuova realtà editoriale indipendente: una collana cinematografica chiamata Moviement. La prima monografia pubblicata sotto questa etichetta è dedicata al regista - sceneggiatore, musicista, pittore - David Lynch, autore di capolavori del cinema quali The Elephant Man (1980), Velluto blu (1986), Una storia vera (1999), Mulholland Drive (2001), oltre alla serie televisica I segreti di Twin Peaks (1990-1991). Il libro è composto da una serie di saggi, articoli ed interviste su i vari aspetti che caretterizzano la produzione dell'eclettico regista di Missoula, oltre ad un ricca galleria di fotografie in bianco e nero. Il libro è molto interessante, abbiamo perciò voluto approfondirne la genesi con i creatori di Moviement, Costanzo Antermite e Gemma Lanzo.