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martedì 26 novembre 2013

A Natale regala la COLLANA MOVIEMENT




Cominciate a pensare ai regali di Natale? Perché quest'anno non regalare un prodotto unico e particolare, un prodotto ad alto contenuto culturale come la COLLANA MOVIEMENT. Pensate ai 9 volumi pubblicati come a dei gioielli da donare a persone care che studiano cinema o che lo amano e vorrebbero imparare a conoscerlo meglio. Tutti i volumi della COLLANA MOVIEMENT sono a tiratura limitata, caratteristica che li rende ancora più pregiati. Quindi affrettatevi ad acquistarli sui nostri siti web http://www.lanzoeditore.it/ e http://www.moviementmagazine.com/. Altrimenti richiedeteli in libreria (soprattutto Feltrinelli).
Per chi lo preferisse, sul sito http://www.lanzoeditore.it/ sono disponibili gli stessi volumi in formato e-book.
Allora quest'anno lo trascorreremo sereni all'insegna della Cultura e del Cinema, che dite?


 

martedì 25 giugno 2013

MOVIEMENT N.9 - AMIR NADERI

Il nono numero di MOVIEMENT è dedicato al meraviglioso regista iraniano Naderi.

Amir Naderi è uno dei più autentici ed originali uomini di cinema concretamente operanti sulla scena internazionale. Il regista inizia la sua carriera nel suo paese d’origine, l’Iran, dove gira i suoi due capolavori Il Corridore (1985) ed Acqua, vento, sabbia (1988). Verso la fine degli anni Ottanta si stabilisce negli Stati Uniti come filmmaker indipendente e, di festival in festival, di rassegna in rassegna, conquista premi e consensi (già nel 1975 gli era stato consegnato da François Truffaut il Grand Prix all’11 International Meeting of Film and Youth al Festival del Cinema di Cannes). Durante questo periodo filma gli Stati Uniti diventando a tutti gli effetti un regista americano, dopodiché va alla scoperta di un altro dei paesi da lui amati, il Giappone, dove con una troupe interamente locale inizia le riprese del suo ultimo film Cut (2011). Naderi è a tutti gli effetti un cineasta “itinerante”, filma ciò che vede e ciò che sente nei luoghi a cui “sente” di appartenere e lui stesso si definisce un filmmmaker internazionale. I suoi film sono tutti all’insegna di un certo realismo poetico in perfetto equilibrio con uno sperimentalismo tecnico e stilistico ai limiti dell’astrazione dove la costruzione della trama è consegnata alle immagini, al montaggio e al suono.

giovedì 25 ottobre 2012

Finalmente lo speciale dedicato al 3D

L’ottavo numero di MOVIEMENT è dedicato al cinema 3D Stereoscopico. Con questo numero “Moviement” ha operato una scelta editoriale precisa, quella di puntare più che su un autore o un genere cinematografico su una modalità di rappresentazione che negli ultimi anni si è imposta in maniera sempre più significativa nella produzione cinematografica: il 3D. Quando parliamo di 3D al cinema indichiamo il 3D Stereoscopico, ovvero la riproduzione degli effetti tridimensionali della visione binoculare attraverso la cinematografia. Il 3D in sé non è una novità nell’ambito della evoluzione dell’apparato tecnologico ma è parte intrinseca del DNA del cinema fin dalle sue origini. La contemporanea configurazione produttiva e l’espansione spettacolativa del 3D nell’industria cinematografica e su altre piattaforme e schermi è dovuta all’incidenza della rivoluzione digitale e all’utilizzo più sofisticato in senso narrativo del medium. Attraverso i saggi presenti in questo “Speciale” si è cercato di fornire un quadro abbastanza esauriente sui vari aspetti che investono la riflessione sul 3D, da quelli di natura metodologica (Atkinson), storica (Antermite, Del Valle, Botelho,) o estetica (Huhtamo, Menduni), passando attraverso la strutturazione tecnologica (Neri, Piazza, Tornimbeni), l’uso del suono (Callarello), le possibilità del 3D in campo autoriale (Catolfi, Menduni, Nencioni, Thompson, Zazzara) e del cinema di animazione (Lanzo). A completare il quadro le interviste a Lilliwood/Xilostudios, Zapruder e Joshua Hollander, un Glossario a cura di Antonello Satta e la riproduzione di un articolo “storico” sul 3D di Mario Verdone a cura di Eusebio Ciccotti

martedì 19 luglio 2011

E' uscito Moviement n°7 - COEN BROTHERS

Cari amici, è con estremo piacere che vi informiamo dell'uscita del settimo volume Moviement dedicato ai fratelli Coen. E' disponibile, oltre che nelle librerie, anche sui nostri siti www.lanzoeditore.it e www.moviementmagazine.com. Inoltre, nella sezione Store/E-Books del sito della casa editrice è possibile acquistare tutti i libri presenti nel catalogo GLE in formato elettronico (PDF). Riportiamo di seguito l'editoriale di Moviement n°7, scritto dai curatori Costanzo Antermite e Gemma Lanzo: Nel panorama del cinema americano contemporaneo i fratelli Coen hanno saputo ritagliarsi, specialmente negli ultimi anni, un posto di un certo rilievo. Sembrano molto lontani i tempi, in cui i filmmakers di Minneapolis, come scrive Paul Coughlin nel saggio di apertura, erano relegati nel limbo della critica “che li considera né artisti seri né registi commerciali”. Dopo il successo di Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men, 2007), suggellato dall’Oscar, le quotazioni dei Coen hanno subito una notevole impennata. E la conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, è avvenuta puntualmente con Il Grinta (True Grit, 2010) che non è un remake del film di Henry Hathaway con John Wayne del 1969 ma, stando all’ottimo Film Analysis di Elena Dagrada e Gabriele Gimmelli, “un’altra versione cinematografica del romanzo (True Grit, 1968)di Charles Portis”. Un film che potrebbe rappresentare benissimo il paradigma attuale del cinema hollywoodiano (soprattutto quello più autoriale che continua ad elaborarsi e a trasformarsi sulla base dei generi cinematografici. E proprio a proposito di un film esemplare come Il Grinta dei Coen che non vuole essere soltanto un “western” si può osservare, come è stato efficacemente detto “che ormai i film non si inscrivono più in un genere (fatto che ridurrebbe il loro pubblico potenziale) ma sono i generi che si inscrivono, a livelli diversi, in un film” (Chevalier, 2011). Premesso questo, dobbiamo dire che il cinema dei Coen, pur partendo da una non dissimulata passione cinefila per il noir (ci riferiamo al loro film d’esordio (Blood Simple – Sangue facile del 1983) attraverso uno “stravolgimento beffardo del genere, con l’introduzione di atmosfere dark” (Arecco, 2005), ha allargato via via i propri orizzonti tematici operando nel corpus dei generi cinematografici tradizionali quella “decostruzione narrativa” che, senza imparentarla più di tanto alla moda filosofica del “postmoderno”, è stata il loro più evidente marchio di fabbrica. A voler convincersi del tasso di “genialità” cinematografica di questi speciali fratelli basterebbe leggere un tratto dell’intervista concessa ad Alex Simon nel 1998 (riprodotta in questo numero) dove ad un certo punto Joel dichiara che con Ethan da ragazzini ( lui poteva avere 11 o 12 anni) avevano fatto il remake di La preda nuda (The Naked Prey, 1966 di Cornel Wilde) e, soprattutto, con un Super 8 a due bobine, il remake di Tempesta su Washington (Advice and Consent, 1962, di Otto Preminger), un thriller a sfondo politico che oltre ad essere un capolavoro di regia e di recitazione aveva avuto a suo tempo il merito di aver infranto uno dei ‘divieti’ del codice Hays. Ma parlare del cinema dei Coen significa anche parlare del loro film più famoso, Il grande Lebowski (The Big Lebowski, 1998) e del suo simpatico protagonista, Dude, un ex hippie anarchico e nullafacente, incarnazione perfetta di uno stile di vita ludico e disincantato. Il personaggio di Dude (interpretato da quel Jeff Bridges che secondo James Naremore è da collocare tra i dieci maggiori divi di Hollywood nel periodo 1945 – 1998) è stato al centro nell’ultimo decennio di una delle mitologie cinematografiche più singolari, diventata nel frattempo un sempre più coinvolgente fenomeno sociale di costume. Nel 2005 il giornalista Oliver Benjamin, ha formato un movimento, la “Church of the Latter-Day Dude”, una religione laica che cerca di coniugare Jeffrey Lebowski col Taoismo, “la religione più filosofica del mondo”. A tutt’oggi il Dudeismo conta qualcosa come centomila adepti sparsi in tutto il mondo. Infine, a proposito di filosofia, è tutto da leggere il volume curato nel 2009 da Mark T. Conard, The Philosophy of the Coen Brothers, un tassello molto importante per comprendere la statura intellettuale dei Coen... Gli interventi su questo numero sono di: Paul COUGHLIN, Alessandro BARATTI, Douglas McFARLAND, Gemma LANZO, David DEL VALLE, Elena DAGRADA, Gabriele GIMMELLI, Alex SIMON e Cole HADDON. Buona lettura!!

giovedì 26 maggio 2011

Finalmente arriva in Italia l'ultimo e attesissimo film del maestro Terrence Malick

THE TREE OF LIFE, vincitore della Palma d'oro a Cannes 2011. Se volete approfondire e conoscere meglio la figura di Terrence Malick, vi ricordiamo che il volume n°2 di MOVIEMENT è stato a lui dedicato. DALL'EDITORIALE DI MOVIEMENT N°2: Terrence Malick, forse in assoluto il più grande regista vivente. È davvero singolare la parabola artistica di Malick, iniziata nella prima metà degli anni settanta in piena “New Hollywood” col folgorante La rabbia giovane, 1973, già subito diventato oggetto di ‘culto’ per un’intera generazione, proseguita cinque anni dopo con I giorni del cielo, 1978, un film attraversato da un grande respiro griffithiano e senza ombra di dubbio definito “one of the most cinematic achievements of the 1970s” (Variety Movie Guide). Poi una lunga, lunghissima pausa durata venti anni per riapparire, come la mitica “araba fenice”, in una rinnovata e strabiliante dimensione filosofica ed estetica con La sottile linea rossa, 1998. Infine, ed è storia di ieri, l’apoteosi con The New World (id., 2005) un capolavoro che mette, presumibilmente ed a dispetto degli scettici, il sigillo definitivo al genio cinematografico malickiano. Può questa smilza filmografia, con cadenze simil-dreyeriane, costituire un serio banco di prova per una plausibile categorizzazione storiografica oppure dobbiamo limitarci a collocare l’opera di Malick nel campo degli autori ‘inclassificabili’ e non ancora sufficientemente ‘storicizzabili’? Sono false questioni. Il cinema di Malick, al di là di una improponibile visione nei termini di una poetica di “lirica contemplazione”, è sicuramente un cinema che si inscrive tra i poli della classicità e della modernità (Fornasiero, 2007) sulla scia luminosa di Griffith, Ejzenstein, Welles, Kubrick. Come questi grandissimi cineasti Terrence Malick in ogni frammento anche minimo dei suoi film cerca di conquistare la Grande Forma del Cinema attraverso l’arte totale della regia. In attesa del suo ultimo ‘lavoro’ Tree of Life (in post-produzione), licenziamo questa monografia su Malick ringraziando quanti hanno collaborato alla sua realizzazione: gli amici australiani Adrian Martin e Robert Sinnerbrink, Jean Michel Durafour, Alberto Spadafora, Giorgio Piumatti, Ian Rijsdijk e, last but not least, Carlo Hintermann, Luciano Barcaroli, Gerardo Panichi e Daniele Villa.

lunedì 23 maggio 2011

Il settimo numero di MOVIEMENT è dedicato ai mitici fratelli Coen

Joel ed Ethan Coen, conosciuti al pubblico degli appassionati di cinema come fratelli Coen, sono i protagonisti di questa nuova monografia di Moviement. “Ufficialmente” Joel è il regista ed Ethan il produttore, in realtà i loro film sono scritti, diretti e prodotti da entrambi. Tra le caratteristiche che li contraddistinguono troviamo gli omaggi al cinema di genere (dal noir alla commedia), lo humour (anche nero) e l’inconfondibile vena creativa che si manifesta appieno nella costruzione della storia e nella scrittura di dialoghi esilaranti. Strapremiati, dal Sundance (Blood Simple - Sangue Facile, 1984) e Cannes (Barton Fink, è successo ad Hollywood, 1991) fino agli Oscar per Non è un paese per vecchi (2007), il loro ultimo film Il grinta (2010) ha incassato ben 10 candidature agli Academy Awards, tra cui quella per il miglior film ed il miglior attore protagonista. Questa imperdibile monografia raccoglie, in pieno stile Moviement, saggi ed interviste sui diversi aspetti della cinematografia di questi due fratelli, capaci di farci ridere e allo stesso tempo riflettere. Uscita: Luglio 2011. Formato: 21 x 29,7. Pagine: 112. Prezzo: 12 euro. ISBN: 978.88.904002.7.8. Editore: Gemma Lanzo Editore, Manduria (Ta). http://www.lanzoeditore.it

mercoledì 2 febbraio 2011

MOVIEMENT SITE

Abbiamo finalmente finito di aggiornare il sito di MOVIEMENT per renderlo rapido e accessibile a tutti! Nello STORE potrete visionare alcune pagine dei volumi cliccando sulle copertine. Visitatelo!!!

giovedì 13 gennaio 2011

È uscito il sesto numero di MOVIEMENT dedicato al regista ceco Jan Švankmajer!

Jan Švankmajer è tra i più grandi registi di animazione al mondo, maestro nell'arte dello stop motion è tra i principali esponenti del Surrealismo Ceco. Regista, pittore, scultore e poeta, mescola spesso tra loro arti diverse, i suoi film ci trasportano in mondi magici in cui tutto si anima. Questo numero di Moviement si occuperà, attraverso saggi ed interviste, dei vari aspetti che hanno reso unico questo grande maestro visionario, le cui opere hanno ispirato artisti quali Tim Burton, Terry Gilliam e i fratelli Quay. Il regista praghese è tornato in prima mondiale alla 67ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, fuori concorso, con Surviving Life “commedia psicanalitica” tra sogno e realtà. Il volume si può acquistare nelle migliori librerie o direttamente sul nostro sito.

sabato 27 novembre 2010

COMUNICATO STAMPA TFF

TORINO FILM FESTIVAL - 28^ EDIZIONE (26 novembre – 4 dicembre 2010)- COMUNICATO STAMPA. Da parte di Gianni Amelio (Direttore TFF): “Sarei molto dispiaciuto se i rappresentanti della Regione Piemonte non fossero presenti questa sera all’inaugurazione del Torino Film Festival, perché ritengo che questa situazione nasca da un malinteso. Perciò vorrei fare qualche precisazione.Riguardo alle notizie apparse questa mattina sui giornali a proposito della mia presenza all’Università occupata, chiarisco di non avere in alcun modo appoggiato o condiviso atti e comportamenti violenti e aggressivi avvenuti altrove. Il mio incontro, previsto già da quattro giorni, si è svolto a Palazzo Nuovo con ricercatori e studenti nei termini di un confronto civile di idee sui temi e le preoccupazioni che toccano tutti i settori del lavoro culturale. Quello avvenuto ieri è stato fra l’altro l’ultimo di una serie di incontri che io ed Emanuela Martini abbiamo avuto all’università fin dal giorno 12 di questo mese, con l’intento di sensibilizzare gli studenti all’attività del festival, com’è tradizione ormai da anni. Totalmente infondata infine è la notizia che il festival abbia fornito attrezzature tecniche per la proiezione sulla Mole Antonelliana.”

giovedì 9 settembre 2010

Spazi pubblicitari disponibili

È possibile acquistare spazi pubblicitari su MOVIEMENT. Per informazioni sui costi scrivete a marketing@moviementmagazine.com

lunedì 6 settembre 2010

Fissata la data di uscita di MOVIEMENT N°6 - Jan Švankmajer

È stata fissata per gennaio 2011 l’uscita del nuovo volume della Moviement Collection: MOVIEMENT N°6 - Jan Švankmajer. Jan Švankmajer (Praga, 1934) è un artista surrealista che ha ispirato registi del calibro di Tim Burton, poco conosciuto in Italia poiché i suoi film non sono distribuiti. Moviement farà luce anche su questo strepitoso fenomeno.

lunedì 21 giugno 2010

CINECIRCUITI TARANTO: Presentazione Moviement

Venerdì 25 giugno 2010 alle ore 18.30 presso la Libreria Gilgamesh, via Oberdan 45, Taranto si terrà CINECIRCUITI. Il nome dell'evento si riferisce alla combinazione di CINE da cinematica e quindi movimento e CIRCUITI, come circuiti culturali. Il programma prevede l’intervento di Gemma Lanzo e Costanzo Antermite che presenteranno la collana di cultura cinematografica Moviement ed inoltre sarà proiettato il book trailer de “L’Avvolgo” romanzo di Giuseppe Fanelli.

lunedì 26 aprile 2010

A Maggio: QUENTIN TARANTINO

Il quinto numero di MOVIEMENT è dedicato al grande Quentin Tarantino. Regista, attore, sceneggiatore, produttore, sponsor convinto di un’idea di cinema capace di coniugare “alto” e “basso”, i film di Godard con quelli di Lucio Fulci, Quentin Tarantino è forse l’unico e autentico total film-maker degli ultimi due decenni. Basterebbe sgranare la lista dei suoi film, da Le Iene (1992) a Bastardi senza gloria (2009), per comprendere quanto la cifra stilistica tarantiniana abbia influenzato enormemente il gusto spettatoriale delle nuove generazioni. Se Pulp Fiction (1994) ha contrassegnato buona parte dell’estetica cinematografica (e non solo) degli anni novanta, lo stesso si può dire di Kill Bill (Volume I e 2, 2003, 2004), straordinario esempio di reinvenzione cinematografica nel riciclare in una perfetta sintesi “autoriale” le cosiddette “pratiche basse” del cinema e della cultura popolare. Il nuovo numero di Moviement (il quinto) cercherà di fare il punto sul fenomeno Tarantino e sulla sua arte attraverso i contributi di autorevoli studiosi italiani e stranieri che non hanno esitato a confrontarsi con un vero e proprio oggetto di culto.

sabato 30 gennaio 2010

Recensione apparsa su "L'Indice dei libri del mese" (Anno XXVI - N. 12), a cura di Gianni Rondolino.

Moviement n.1: David Lynch; n.2: Terrence Malick; n.3: Kira Muratova, Manduria (Ta) 2009. “Moviement è una pubblicazione di cultura cinematografica senza fissa periodicità. Il nome scelto è un neologismo derivato dal semplice accostamento di due termini in un certo senso quasi sinonimi che danno luogo ad un reciproco rafforzamento semantico, movie (cinema/film) e movement (movimento)”. Così si legge nella presentazione del primo quaderno della bella iniziativa editoriale, diretta da Costanzo Antermite e Gemma Lanzo, nata a Manduria in provincia di Taranto. Un’iniziativa che non si può non accogliere con grande piacere e interesse, non soltanto perché ci viene da una terra lontana dal circuito editoriale (non solo cinematografico!), ma anche perché i tre quaderni finora pubblicati sono fatti con grande serietà e consentono di approfondire la conoscenza di tre registi tra i più validi e complessi del cinema contemporaneo. Partiamo da David Lynch. Su di lui e sui suoi film molto è stato scritto, ma i saggi di autori italiani e stranieri raccolti da Antermite e Lanzo affrontano temi e problemi in parte nuovi o riproposti in un’ottica diversa. Si va dall’uso del digitale in Inland Empire al ruolo della musica nei suoi film; dal rapporto con la pittura, allo studio attento e puntuale di Mullholland Drive; dall’analisi di Twin Peak al saggio “filosofico” sull’angoscia e sul nulla nel suo cinema: una serie di contributi inediti o tradotti per l’occasione (di Zazzara, Martinelli, Ancora, Rossi, Heydebreck, O’Pray, Sinnerbrick) che si leggono con grande interesse. Il medesimo approccio critico, variegato e articolato, si riscontra negli altri due quaderni, dedicati rispettivamente a Terrence Malick e a Kira Muratova. Anche qui, di fronte all’opera di due registi meno famosi e meno studiati di Lynch, gli scritti raccolti forniscono nuove suggestioni critiche, nuovi approcci analitici. Penso al saggio di Adrian Martin sul cinema di Malick o alla proposta di Robert Sinnerbrick di considerarlo “heideggeriano”; ma anche allo studio di Giorgio Piumatti sulle colonne sonore, a quello di Alberto Spadafora sul tessuto narrativo dei suoi film, soprattutto all’attenta analisi che fa Jean-Michel Durafour di The New World. Per quanto riguarda la Muratova, l’introduzione di Ruslan Janumyan alla sua opera è un indispensabile viatico alla lettura degli altri saggi, a cominciare da quello di Simona De Pascalis sulla “desacralizzazione del corpo”. Ma si leggano, per tacer d’altri, gli acuti e intelligenti contributi di Zara Abdullaeva e di Jane Taubman che indagano sui caratteri peculiari di una poetica cinematografica tutt’altro che semplice. Perché non v’è dubbio che Kira Muratova, purtroppo poco nota al pubblico italiano, è una regista di grande statura, i cui film, fra il drammatico e il satirico, il memoriale e il poetico, hanno lasciato nel cinema sovietico e post-sovietico un’impronta originale e indelebile. Che l’iniziativa di Moviement sia cominciata con tre titoli particolarmente suggestivi è certamente un buon segno. Gianni Rondolino

lunedì 23 novembre 2009

A NATALE REGALA CULTURA!!!

Ci avviciniamo al NATALE e non sai cosa regalare? Se hai un parente o un amico interessato al cinema comincia per lui la COLLEZIONE MOVIEMENT. Quattro volumi grande formato, colorati, belli, ricchi di immagini b/n e di contenuti inediti o tradotti per la prima volta in italiano. Tutto al fantastico prezzo promozionale di 10euro iva inclusa cadauno… Farete un figurone!!! I primi quattro numeri della COLLEZIONE MOVIEMENT sono dedicati rispettivamente a DAVID LYNCH, TERRENCE MALICK, KIRA MURATOVA e HORROR MADE IN ITALY… Vi comunichiamo in anteprima che il prossimo numero in uscita nel 2010 sarà una monografia sull’amatissimo QUENTIN TARANTINO… Richiedi la COLLEZIONE MOVIEMENT nelle librerie della tua città o acquistala su www.moviementmagazine.com (cliccando su Acquisti On-line). BUON NATALE A TUTTI DA GEMMA LANZO EDITORE!!!

mercoledì 11 novembre 2009

Apre nuova Libreria: NOVEARTI, INTERNO 4 - Vicenza

Il 14 NOVEMBRE 2009 inaugura a Vicenza in Piazza delle Biade 11, la libreria NOVEARTI/INTERNO 4.NOVEARTI nasce dalla volontà di dare spazio alle NOVE ARTI proponendo quindi approfondimenti in Teatro, Musica, Architettura, Pittura e Scultura, Poesia, Danza, Cinema e Fumetto, attraverso la lettura ma anche attraverso l’incontro con gli artisti e lo scambio culturale. Lo scopo ultimo dell’iniziativa è da un lato quello di mettere finalmente a disposizione dei vicentini una letteratura adeguata alle necessità di chiunque voglia interessarsi all’ambito artistico, e dall’altro di promuovere gli artisti emergenti locali e la piccola editoria.Per questo motivo l’adesione al circuito INTERNO 4 è sembrata insieme una dichiarazione d’intenti e una scelta basilare per sostenere un’ approccio diverso alla vendita di libri. NOVEARTI, Interno 4 libreria, Piazza delle Biade,

mercoledì 14 ottobre 2009

MOVIEMENT N°4 - HORROR MADE IN ITALY

La redazione di MOVIEMENT ha omaggiato i grandi maestri del cinema horror italiano dedicando il 4° numero della collana agli HORROR MADE IN ITALY. Bellissimi saggi scritti da qualificati autori descriveranno il periodo d’oro degli anni ’60, e non solo… ci racconteranno dei grandi registi che hanno fatto scuola in tutto il mondo: Freda, Bava, Fulci, Argento, etc…. Non mancheranno riflessioni sulla musica, sulla sceneggiatura… verranno analizzati alcuni film e ci saranno importanti interviste a Tim Lucas (biografo di Bava), Paolo Fazzini (autore di un bellissimo documentario) e al maestro Sergio Stivaletti (che non ha bisogno di presentazioni)… per chiudere un articolo su un bellissimo incontro tenuto con Marco Werba, compositore ed esecutore delle musiche dell’ultimo film del maestro Argento. Da I Vampiri di Freda a l’ultimo Giallo di Dario Argento. Ci sarà da divertirsi!!!! La distribuzione nazionale avverrà a NOVEMBRE, vi ricordiamo a tal proposito che i libri della Gemma Lanzo Editore sono distribuiti da NdA (www.ndanet.it). Su internet lo potete trovare su www.moviementmagazine.com . Ancora una volta il prezzo di copertina della MOVIEMENT COLLECTION rimane invariato a 10E per un libro in A4 di 150-160pagine. Siamo pazzi? No… amiamo il cinema!!! Un saluto a tutti!!

mercoledì 9 settembre 2009

Cercasi SITI HORROR.

La redazione di MOVIEMENT sta cercando 15 siti internet da consigliare (nella sezione denominata “Consigli in movimento”) sul prossimo volume in uscita a Novembre 2009 dedicato agli Horror Made in Italy. I siti dovranno riguardare il Cinema Horror - meglio se Italiano - e dovranno occuparsi di critica cinematografica, recensione film, articoli sul cinema horror. Quindi se avete un sito con queste caratteristiche entro il 20 Settembre potete scrivere a: redazione.moviement@gmail.com. In cambio della pubblicità gratuita che verrà fatta al vostro sito la redazione di MOVIEMENT desidererebbe solamente avere la promessa di una recensione, articolo od altro da voi proposto.

venerdì 28 agosto 2009

Pubblicità su MOVIEMENT

Per tutte le aziende interessate, la Gemma Lanzo Editore offre spazi pubblicitari sia sulle pubblicazioni cartacee che sul sito di Moviement.
Vi ricordiamo che Moviement è distribuita su tutto il territorio nazionale da NdA (Rimini). Troverete una lista di alcune librerie dove è possibile reperirlo subito sul sito www.moviementmagazine.com nella sezione “dove trovare moviement”. Tuttavia è possibile ordinarlo in qualsiasi libreria d’Italia. Si può acquistare anche su molte librerie on-line. Inoltre NdA è presente anche nei circuiti alternativi, quali fiere, concerti, feste, mostre d’arte, centri sociali, etc..
Se foste interessati o per qualunque altra informazione, contattateci all'indirizzo marketing@moviementmagazine.com.
Spazi pubblicitari a partire da 50Euro.

giovedì 27 agosto 2009

Intervista ai curatori di MOVIEMENT su Cineforum Imperia.

Nel 2008 Costanzo Antermite e Gemma Lanzo, due critici e studiosi di cinema, hanno dato vita ad una nuova realtà editoriale indipendente: una collana cinematografica chiamata Moviement. La prima monografia pubblicata sotto questa etichetta è dedicata al regista - sceneggiatore, musicista, pittore - David Lynch, autore di capolavori del cinema quali The Elephant Man (1980), Velluto blu (1986), Una storia vera (1999), Mulholland Drive (2001), oltre alla serie televisica I segreti di Twin Peaks (1990-1991). Il libro è composto da una serie di saggi, articoli ed interviste su i vari aspetti che caretterizzano la produzione dell'eclettico regista di Missoula, oltre ad un ricca galleria di fotografie in bianco e nero. Il libro è molto interessante, abbiamo perciò voluto approfondirne la genesi con i creatori di Moviement, Costanzo Antermite e Gemma Lanzo.